Blog/News

Francia: chi pubblica foto ritoccate deve segnalarlo. Altrimenti 37.000 euro di multa

Una legge che sicuramente farà discutere, quella entrata in vigore l’1 ottobre in Francia, ma che farà fare un bagno di realtà a molti: tutte le foto che sono state digitalmente ritoccate con programmi quali Photoshop o simili dovranno essere etichettate, insomma si dovrà capire che la foto è stata, come si dice in un gergo ormai comune a tutti, “photoshoppata”. “Sarà obbligatorio indicare l’etichetta ‘foto ritoccata’ per tutte quelle che saranno usate per scopi commerciali, quando il corpo di un/una modella sia stato modificato con un programma di fotoritocco per snellire o tagliare la figura”, ha dichiarato lo scorso maggio il ministro della salute francese.
 
La legge si riferisce alle foto pubblicate sia su cartaceo, come ad esempio sulle riviste, che online e le multe per chi la viola possono arrivare fino a 37,500 euro. La legge è stata approvata per combattere l’immagine irrealistica che spesso viene fornita da media e pubblicità e di conseguenza per contrastare i disordini legati all’alimentazione. 
 
Chiaramente sono diversi i fattori che possono portare a disordini alimentari, ma di certo non aiuta la rappresentazione distorta che fornisce l’industria del fashion o della pubblicità, di cui alcune persone prendono come modelli. Solo in Italia approssimativamente sono 2 milioni i giovani che soffrono di disturbi alimentari. In Francia inoltre è stata approvata anche un’altra legge che obbliga la presentazione di un certificato di salute delle modelle, sia francesi che europee, per lavorare nel settore.
 
Questa iniziativa fa parte di un duplice tentativo dei legislatori di limitare immagini falsate o rappresentazioni non sane del corpo delle persone e in Francia è ormai vietato per gli stilisti esibire modelle in passerella troppo magre. L’utilizzo di software o app di fotoritocco è ormai all’ordine del giorno al punto tale che non si può più essere sicuri che un’immagine sia “vera” su riviste ma anche sui social media. Come ha scritto Eric Wilson sul New York Times, “tutte le fotografie mentono in qualche modo”. Questo perché non è la sola industria del fashion o delle riviste patinate che ritoccano le immagini, certo lo fanno pesantemente, ma accade anche sui profili Instagram o Facebook di privati, di persone “normali”.
 
Compagnie come Christian Dior e Yves Saint-Laurent si stanno adeguando, hanno rinunciato a modelle ultra-magre nelle loro pubblicità in vista della New York Fashion Week dello scorso settembre, mentre Israele nel 2012 ha completamente vietato le modelle troppo magre e ha regolato l’uso di Photoshop e l’editing di immagini nella pubblicità e nei media.
 
E l'Italia? Una proposta di legge è arrivata da Azzurra Cancelleri del MoVimento 5 Stelle, che sostanzialmente vorrebbe vietare l’impiego nelle sfilate di modelle con un indice di massa corporea inferiore a 18,5, indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come livello al di sotto del quale si può parlare di malnutrizione. Di questa proposta il terzo articolo stabilisce delle sanzioni per i mezzi di informazione e tutti quei soggetti che promuovono un’immagine di eccessiva magrezza, ma sembra non si parli nello specifico di etichette per le immagini ritoccate, come già avviene in Francia.
 

Torna alle News

Dal nostro Portfolio

Vedi tutto

Vuoi un
preventivo?

Sviluppo siti web, app mobile, e-commerce, CRM

Hai un progetto in mente o vuoi migliorare o aggiornare i tuoi strumenti di business? Analizzeremo le tue esigenze definendo tempi, costi e benefici senza alcun impegno da parte tua.

Contattaci adesso, ti ricontatteremo noi.

Contattaci adesso